_ Velodromo_Mortegliano

GRUPPO DI PROGETTAZIONE

Paolo Bon – Studio di Architettura Bon

Politecnico di Torino

Angelo Bonfitto (DIMEAS)

Michele Bonino (DAD)

Maria Paola Repellino (DAD)

Martina Ronco (DAD)

Angelo Sampieri (DIST)

Andrea Tonoli (DIMEAS)

1 Viale di accesso
2 Parcheggio
3 Ingresso paddock
4 Paddock
5 Attrezzature necessarie all’uso e al funzionamento del circuito
6 Museo della bicicletta
7 Ingresso pubblico, bar e servizi
8 Specchio d’acqua
9 Giardino educativo
10 Nuove piantumazioni
11 Circuito
12 Pista go kart
13 Tribune naturali
14 Stazione di stoccaggio e riciclo di batterie
15 Parco pubblico sul sedime dell’ex-pista di volo
16 Area concerti
17 Area aeromodellismo
18 Eliporto
19 Linea dell’elettrodotto

Distribuzione delle attrezzature necessarie all’uso e al funzionamento del circuito nello spazio tra il tracciato dell’autodromo e quello dell’ex-pista di volo, principale luogo di accesso e ridistribuzione dei flussi

Il secondo spazio riguarda la costruzione di un nuovo paesaggio elettrico, ed è definito da un ulteriore circuito, quello dell’autodromo, e dalle attrezzature necessarie per promuovere attività di ricerca, sviluppo e collaudo delle tecnologie legate alla mobilità elettrica. Il circuito, pensato per percorsi di apprendimento e prove di guida, si snoda per tre chilometri e mezzo attorno alla testata ovest dell’ex-pista di volo, senza mai interferire con essa, individuando piuttosto nello spazio tra i due tracciati – quello sinuoso dell’autodromo e quello lineare della pista volo – la sequenza di attrezzature necessarie all’uso e al funzionamento del circuito stesso: il paddock, i box per le auto, le tribune, una piccola torre di controllo, spazi per l’assistenza tecnica e medica, un bar e una stazione di stoccaggio e riciclo di batterie il cui funzionamento potrebbe intercettare la linea dell’elettrodotto che già corre in prossimità.

Paesaggi elettrici

Il progetto di un autodromo per veicoli elettrici, in prossimità dell’ex-pista di volo di Lavariano, è l’occasione per la proposta di un parco territoriale che ridefinisca il sistema di relazioni tra la pianura agricola dei Comuni di Morte-gliano, Pozzuolo del Friuli, Pavia di Udine, Gonars, e più ampi contesti locali e sovralocali. Entro questa ipotesi, il parco è inteso come una nuova attrezzatura territoriale che intercetta servizi dispersi nella campagna e infrastrutture per il tempo libero collocate in prossimità dei nuclei abitati. L’ex-pista di volo, assieme al sistema di manufatti che compongono questo peculiare sito militare dismesso, sono il principale luogo attorno al quale il parco assume spessore, potenzia il proprio programma funzionale, costruisce relazioni più estese intercettando usi sovralocali. A partire da uno studio del funzionamento ambientale, delle morfologie insediative e delle reti per la mobilità, il progetto definisce tre differenti spazi che interagiscono a diverse scale e definiscono nuove relazioni territoriali. Il primo riguarda la ricomposizione di un paesaggio rurale dall’alto valore agricolo e ambientale, quello della pianura compresa tra le frazioni di Lavariano, Sammardenchia, Risano. Il progetto di un nuovo circuito ciclopedonale, che corre attraverso i campi e lungo i corsi d’acqua, è l’oc-casione per tessere connessioni leggere tra i nuclei abitati, individuare nella campagna agricola attrezzature minute per la sosta, ricostruire relazioni ambientali attraverso l’in-serimento di nuove piantumazioni e la manutenzione dei canali. Data la vicinanza ad importanti itinerari ciclabili regionali, il circuito è pensato come parte integrante delle progettualità in corso per favorire e promuovere il cicloturismo entro il sistema di ciclovie nazionali ed europee. Il progetto prevede inoltre, lungo l’ex-pista di volo di Lavaria-no, l’introduzione di stazioni di assistenza per biciclette, postazioni di ricarica e-bike e un edificio ad uso espositivo dedicato al ciclismo.

Il terzo spazio è quello monumentale dell’ex-pista volo: due chilometri per cento metri di pavimentazione in piastre di cemento di quattro per cinque metri ciascuno. Un segno nel paesaggio di grande rilievo, culturale e materiale, che il progetto propone di valorizzare agevolandone la fruizione pubblica. L’ex-pista volo è il cuore del parco territoriale, il principale luogo di accesso e ridistribuzione dei flussi. E’ uno spazio ampio e attrezzato – mancante nei comuni circostanti – dove possono svolgersi attività collettive, di carattere sportivo, manifestazioni, fiere, concerti. Gli interventi per facilitare questi usi, senza compromettere il carattere e la memoria storica del luogo, riguardano essenzialmente il suolo e i suoi bordi. La superficie della pista, già oggetto di un processo di rinaturalizzazione che vede la vegetazione spontanea progressivamente ricoprire i blocchi in calcestruzzo, è immaginata come un grande giardino di cemento: talvolta inciso in alcuni suoi tratti per favorire l’intenso processo di rinaturalizzazione in corso e la crescita delle specie arbustive (ad esempio lungo alcune giunzioni tra i blocchi), altre volte ripulito dalla vegetazione infestante per disvelare la rigida geometria militare e consentire nuovi usi sulle superfici dure (ad esempio in coincidenza dei parcheggi o in prossimità delle principali attrezzature pubbliche). Il bordo della pista volo è invece uno spazio costruito, fatto di muri, filari di alberi e piccole architetture con funzione pubblica. La sequenza dei manufatti e dei filari definisce un limite ben percepibile, trasforma la pista in una grande piazza e offre un senso di protezione dentro uno spazio più raccolto e misurabile.

L’Amministrazione comunale ha scelto di procedere con la realizzazione di un campo fotovoltaico nell’area oggetto del progetto presentato.